Se n’è accorta Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi Sinistra: la maggioranza vuole disinnescare le sanzioni dell’Unione europea per chi non rispetta lo stato di diritto, considerandole «discrezionali». Ieri la camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulla relazione della commissione politiche Ue sul programma di lavoro della Commissione europea e sulla relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Ue per il 2026.

Scorrendo il testo, si scopre che alle premesse, al punto 13 che parla dell’erogazione delle risorse finanziarie Ue, la destra sostiene che «è necessario vigilare affinché i meccanismi di condizionalità siano ancorate a criteri oggettivi e misurabili e non a criteri politicamente sensibili e discrezionali».

«In questo senso – prosegue il dispositivo – desta preoccupazione, in particolare, la proposta di rafforzare ulteriormente l’attuale regime di condizionalità a tutela del bilancio dell’Unione per i Piani di partenariato nazionali regionali, come la sospensione dei finanziamenti, a fronte di asserite violazioni dello stato di diritto da parte di uno stato membro. Questo, infatti, significherebbe attribuire una natura di fatto vincolante e cogente alle ‘raccomandazioni’ formulate dalla Commissione europea sulla base della relazione annuale sullo stato di diritto che dovrebbe invece rimanere uno strumento preventivo di soft law».