No ad un altro rinnovo del taglio delle accise perché pesa troppo sul bilancio dello Stato. Così il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin a margine del Festival dell'energia di Lecce, che ricorda anche come in tema energia l’applicazione del decreto di febbraio è ancora bloccato perché si attende l’approvazione della Commissione. La misura attenzionata dall’Ue è quella che prevede di neutralizzare il costo dell’Ets. Obiettivo: ridurre il costo dell'energia elettrica immessa sul mercato con un prezzo più basso. «Sarebbe un intervento già abbastanza importante», sottolinea Pichetto che aiuterebbe le imprese italiane.
Per quanto riguarda invece un altro intervento sul taglio delle accise al momento non è previsto. L’ultimo approvato aveva prorogato gli aiuti per due settimane, fino al 6 giugno, per poi rimandare all’Ue: «Ad oggi non abbiamo previsto un quarto intervento anche perché, già gli interventi passati sono stati molto costosi, molto pesanti per il bilancio dello Stato ed è per questo che la Presidente del Consiglio ha chiesto all'Unione d'Europa la possibilità di derogare il patto».
La lettera dell’Ue: usate i fondi di coesione
Deroga che non arriverà visto che in una lettera inviata nella giornata del 28 maggio da Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo Ue per la coesione e le riforme, ai ministri dell’Ue responsabili della coesione, la Commissione spiega che gli Stati membri possono accelerare l’utilizzo del Transition fund, ove possibile e necessario, attraverso varie misure, tra cui la creazione di nuovi strumenti finanziari, finanziamenti non legati ai costi e altri adeguamenti dei programmi. A questo, aggiunge la lettera, gli Stati membri e le regioni potranno anche decidere di riallocare i fondi per la politica di coesione come il Fondo europeo di sviluppo regionale, per interventi ad hoc per investimenti legati all'energia: «La revisione a medio termine della politica di Coesione ha già permesso la riallocazione di fondi di 34,6 miliardi di euro verso la sicurezza energetica, la competitività o la difesa, dimostrando la capacità della politica di rispondere alle priorità strategiche dell'Ue», si legge nel documento.








