Nel terzo settore c’è ancora poco spazio per il lavoro a tempo indeterminato. La percentuale di contratti stabili, infatti, si ferma al 7,6%, mantenendo lo stesso livello da tre anni. Più di un terzo dei contratti offerti da enti e associazioni (35,6%) è a termine. È quanto si apprende dalla nuova edizione del report annuale dell’Osservatorio Job4Good sul mercato del lavoro nel terzo settore italiano, basato su 5.275 posizioni pubblicate da 1.057 organizzazioni del non profit fra il 2023 e il 2025. Si tratta del settimo rapporto prodotto dall’Osservatorio dal 2018.

Cinque tendenze

Il report individua cinque «segnali» che «riassumono come il terzo settore italiano sta cambiando quando assume». Per prima cosa, una maggiore organizzazione del comparto, provata dalla crescita delle funzioni di governo: «Le organizzazioni non cercano solo chi lavora sul campo. Cercano anche chi tiene in piedi la macchina», si legge nel report. Le ricerche su project manager, ad esempio, sono quelle cresciute di più tra il 2024 e il 2025 (+2,01%), diventando la seconda figura più richiesta dagli enti. Al primo posto ci sono i fundraising, richiesti dal 12,2% degli enti, al terzo figure legate all’amministrazione (9,58%).