Shalbatana Vallis mostra un Marte più inquieto e vivo: acqua sotterranea, crolli, lava, cenere e tracce di oceano antico
©ESA
Indice
Una ferita scavata dall’acquaDove l’oceano resta una possibilitàTerreni che crollanoLa lava sopra le vecchie tracce
Su Marte ci sono cicatrici che sembrano troppo grandi perfino per un pianeta intero. Shalbatana Vallis è una di queste: una valle enorme, distesa vicino all’equatore marziano per circa 1.300 chilometri, più o meno quanto l’Italia da nord a sud. Oggi appare secca, ruvida, attraversata da crateri, pianure lisciate dalla lava, zone collassate e depositi scuri portati dal vento. Eppure, guardandola con gli strumenti giusti, smette di sembrare solo un paesaggio morto. Diventa una specie di archivio aperto, pieno di indizi su un Marte che miliardi di anni fa potrebbe essere stato molto più caldo, più instabile, più bagnato.







