Savona - Nei loro occhi, giovedì sera, durante le procedure di sbarco, si leggeva ancora il terrore. Non solo per il viaggio della speranza in mare, dalla Libia alle coste italiane, dove hanno rischiato di morire e sono stati salvati dalla Ocean Viking. Ma, soprattutto, per le atroci torture subite. E’ un’esperienza, il viaggio verso occidente, che anche a distanza di anni i migranti già inseriti raccontano di sognare di notte nei peggiori incubi. Anche quelli sbarcato giovedì sera a Savona avevano il terrore. A “raccontarlo” non sono stati, giovedì sera, solo gli sguardi dei 68 migranti a bordo della solita nave rossa (62 bengalesi, 3 pakistani e 3 egiziani, di cui 12 minorenni non accompagnati), ma anche i loro corpi, con le tracce delle violenze, delle torture subite. Ci sono volute ore per completare lo sbarco, nel porto di Savona, dalla nave Ong di SOS Mediterranee. Ora, come sempre, i migranti verranno presi in consegna da varie cooperative pre allertate dalla Prefettura che si occuperanno della loro ospitalità e del lungo iter per fargli ottenere i documenti.