ROVIGO - È stato convalidato il fermo di R.Z., 39 anni, marocchino, accusato di tentato omicidio per l'accoltellamento avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorsi all'interno del Bar San Marco, in corso del Popolo. L'uomo, difeso dall'avvocata Monica Malagutti, è ristretto nel carcere di Rovigo, dove resterà in attesa della prosecuzione dell'iter giudiziario.
Il fermo, eseguito sabato mattina dai carabinieri dopo ore di ricerche, è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari che ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di fuga, elementi già indicati nella relazione della Procura. Secondo quanto emerso, R.Z. non ha una dimora stabile: da tempo viveva in condizioni di precarietà, alternando notti a casa di amici o in campagna, nei terreni dove lavorava come bracciante agricolo. Era arrivato in Italia otto anni fa con i flussi per il lavoro stagionale, in regola con il permesso di soggiorno, e negli ultimi mesi percepiva la disoccupazione agricola. Una vita ai margini, scandita da lavori saltuari e spostamenti continui. L'udienza Davanti al giudice, durante l'udienza di convalida, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nonostante la presenza di un interprete, ha scelto di non rilasciare alcuna dichiarazione. Nessuna parola sulla notte dell'aggressione, né sui motivi del gesto. Un silenzio che lascia aperti molti interrogativi sulle cause della violenza esplosa nel cuore della città. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, nella notte tra venerdì e sabato R.Z. avrebbe colpito con un profondo fendente all'addome un connazionale di 31 anni, N.H., anch'egli senza fissa dimora, durante una lite scoppiata all'interno del locale. Il ferito, soccorso dal 118 e trasportato d'urgenza all'ospedale di Rovigo, è stato sottoposto a intervento chirurgico e ricoverato in terapia intensiva. Le sue condizioni restano serie, ma la fase più critica sarebbe superata e non è più in pericolo di vita. Un miglioramento che consente di tirare un sospiro di sollievo, dopo ore di apprensione per la gravità delle ferite riportate. I precedenti L'episodio aveva scosso ancora una volta la città, già segnata da una lunga scia di violenza durante l'estate. Solo tre mesi prima, a duecento metri di distanza, in piazza Matteotti, era avvenuto l'omicidio di un giovane tunisino durante una rissa tra due gruppi. Nonostante la zona rossa ancora in vigore e la presenza costante delle pattuglie, corso del Popolo è tornato teatro di sangue. Intanto, il Bar San Marco resta chiuso per trenta giorni in base al provvedimento firmato sabato dal questore, ai sensi dell'articolo 100 del Tulps, come misura preventiva a tutela dell'ordine pubblico. La Procura della Repubblica di Rovigo, guidata da Manuela Fasolato, prosegue le indagini per definire la dinamica precisa dei fatti e accertare eventuali responsabilità collaterali. Al momento non risultano altre persone iscritte nel registro degli indagati.






