Un giudice federale statunitense ha rifiutato di sospendere l’ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump che punta a creare un elenco elettorale federale e a limitare il voto per posta, aprendo la strada a possibili cambiamenti significativi nel sistema elettorale americano in vista delle elezioni di metà mandato.

La decisione è arrivata nella tarda serata di mercoledì dal giudice distrettuale Carl Nichols, nominato da Trump presso il tribunale federale di Washington. Nichols ha respinto la richiesta avanzata dal Partito Democratico e da diverse organizzazioni per i diritti civili, secondo cui il provvedimento sarebbe probabilmente incostituzionale perché la gestione delle regole elettorali spetta agli Stati e al Congresso, non al presidente degli Stati Uniti.

Secondo il giudice, tuttavia, l’intervento della magistratura sarebbe prematuro, poiché l’ordine esecutivo non è stato ancora concretamente attuato dall’amministrazione federale.

Nella sua decisione, Nichols ha comunque lasciato aperta la possibilità di nuovi ricorsi nel momento in cui il governo dovesse procedere con l’applicazione pratica della direttiva presidenziale.

Parallelamente, a Boston è già in corso un’altra causa legale volta a bloccare l’ordine esecutivo. Al momento, però, non sono previsti cambiamenti immediati nelle modalità di voto delle primarie, che continueranno regolarmente anche il prossimo mese.