Genova – Uscire in mare per una giornata di pesca come tante altre, per poi ritrovarsi all'amo uno squalo mako di quasi due metri, prontamente liberato. La singolare esperienza è capitata a Nicola Bellebuono, titolare della pescheria di Priaruggia "Peschepria", mentre si trovava in barca, poco fuori Genova Pegli, insieme all'amico Luca.
Squalo mako pescato e poi liberato a Genova Pegli
«Mi piace pescare e quando posso vado spesso in una zona davanti a Pegli dove sul fondale ci sono alcuni relitti – racconta Nicola –. Stavamo facendo drifting, una tecnica in cui si usa la pastura, con dei galleggianti lungo la lenza che segnalano se qualcosa ha abboccato. A un certo punto ho visto del movimento: guardando il tipo di reazione pensavo a un pesce spada o a un altro grande esemplare, e invece mi sono ritrovato questa sorpresa».
Nicola Bellebuono
Il pescatore ha dovuto lavorare di lenza per più di dieci minuti per far avvicinare alla barca quella che pensava fosse una normale preda. «Quando alla fine si trovava più vicino ed era visibile sotto lo scafo, abbiamo capito cosa fosse – prosegue Nicola –. C'è voluto ancora un po' di fatica per portarlo a tiro in modo da tagliare la lenza. Qualche verdesca mi è già capitata, ma mai una cosa simile. Io sono alto poco più di un metro e ottanta e penso che, come lunghezza, fosse simile alla mia. Di solito qua facciamo anche qualche tuffo d'estate, ora ci penseremo un attimo – scherza il pescatore –. Credo mi abbia soffiato il pesce. L'amo comunque è degradabile e tra poco sparirà». I due pescatori stavano provando a tirare su qualche pesce posizionando le esche a una profondità di circa 30 metri, su un fondale di 110. «Dalle immagini si può dire che si tratta sicuramente di un esemplare di squalo mako. In questo periodo si stanno verificando molti avvistamenti – spiega Edoardo Olmi, biologo marino –, anche in Toscana e Lazio. L'ipotesi più probabile è che in questo periodo stiano seguendo i tonni rossi in riproduzione».









