Dalla salmonellosi allo pseudomonas aeruginosa passando per l’escherichia coli. Tanto per citarne alcune. Nell’acqua non potabile, ma spacciata per tale, e non controllata, si possono trovare diversi batteri pericolosi per la salute umana. Abbiamo fatto il punto con Raffaele Elia (nella foto) che, oltre a essere il direttore sanitario dell’Asp, è medico igienista.
«L’acqua deve essere assolutamente controllata perché, altrimenti, è un veicolo che determina il contagio di malattie a trasmissione fecale-orale – spiega – con una serie di batteri presenti normalmente nelle falde idriche superficiali. Mi spiego meglio: quando piove, il terreno filtra l'acqua e trattiene molti microorganismi. Se si attinge da una fonte alimentata da una falda idrica superficiale, l’acqua è sicuramente contaminata e può determinare malattie infettive con sintomatologia quali gastroenterite, colica addominale, diarrea, e questo accade anche nell’utilizzo dell’acqua, ad esempio, per il lavaggio di frutta e verdura. Se la si usa per lavarsi, i batteri entrano nel nostro corpo attraverso la nebulizzazione e quindi l’inalazione. E non mi riferisco soltanto ai microrganismi a trasmissione fecale-orale ma anche alla legionella pneumophila capace di causare anche polmonite. Ecco perché è essenziale che l'acqua sia sottoposta a controlli e a processi di disinfezione».








