Morrovalle, 28 maggio 2026 – Sono stati sorpresi dai carabinieri, in alcuni terreni agricoli nella frazione di Trodica, mentre erano intenti ad abbattere pecore e capre in assenza delle autorizzazioni previste dalla legge e violando brutalmente le normative sul benessere animale. A finire nei guai due macedoni, un albanese e un romeno, di età compresa tra i 32 e i 62 anni, tutti residenti a Morrovalle. Sono stati denunciati dai carabinieri, che hanno scoperto questo mattatoio clandestino. Il blitz è avvenuto ieri, durante un normale servizio di controllo del territorio. L'ispezione dell'area ha permesso di scoprire una vera e propria attività di macellazione clandestina. All'interno di un casolare abbandonato adiacente ai terreni, i militari hanno rinvenuto circa quaranta capi di bestiame ancora vivi, stipati e occultati in condizioni precarie. Data la gravità della situazione, sul posto è intervenuta immediatamente una pattuglia dei carabinieri forestali di Pieve Torina, insieme al personale veterinario dell'Ast di Macerata. I medici veterinari, dopo i primi accertamenti sul posto, hanno preso in carico gli animali vivi per assicurarne la messa in sicurezza e il monitoraggio sanitario. Al termine dei previsti accertamenti, i quattro sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura. I reati contestati dai militari sono pesanti e vanno a colpire sia la violazione delle norme sulla filiera alimentare sia la crudeltà verso gli animali: macellazione clandestina, maltrattamento e uccisione di animali, commercio abusivo di sostanze alimentari nocive. La Procura è stata prontamente informata dal comando dei carabinieri della stazione di Morrovalle, che procede nell'attività d'indagine. L'operazione rimarca l'efficacia del controllo del territorio e la sinergia tra l'Arma territoriale, la componente Forestale e le autorità sanitarie locali nel contrastare fenomeni che minacciano gravemente la salute dei cittadini e la legalità economica. “La macellazione degli animali da reddito non è una pratica privata e incontrollata – ricordano le forze dell’ordine - ma un'attività rigorosamente regolamentata da precise e severe norme igienico-sanitarie”. Questo principio fondamentale, posto a presidio della salute pubblica e della tutela degli animali, è al centro dell’operazione dei carabinieri.