Pavia. «Ammettere i propri errori è il primo passo per voltare pagina». Il secondo è «valorizzare quanto di buono ha fatto la Lega in tutti questi anni a Vigevano». Ha le idee chiare il senatore Gian Marco Centinaio, nominato martedì 27 maggio dal segretario regionale Massimiliano Romeo come commissario provinciale con poteri pieni. Dopo la sconfitta alle amministrative dello scorso fine settimana nella città ducale, il Carroccio lombardo ha deciso di far saltare il segretario provinciale Jacopo Vignati e revocare l’intero Consiglio direttivo provinciale. I motivi? Una lista elettorale redatta con «imperizia e superficialità» e in «totale contrasto con la linea politica del Movimento», come spiegato in un documento fatto circolare all’interno del partito. Ora lo scettro provinciale passa a Centinaio. All’ex vice sindaco di Pavia la complessa missione di recuperare la fiducia di quegli elettori che, a questa tornata, hanno rivolto lo sguardo altrove.

«Sbagliare è lecito» «Nessuno è perfetto – spiega Centinaio – anche il Papa dice di fare gli errori. Di conseguenza li può fare anche un partito politico, l’importante è riconoscerlo». Un errore su tutti, come spiegano diversi osservatori, è stato quello di inserire nella rosa di candidati a sostegno di Riccardo Ghia due italo egiziani di religione islamica, uno dei quali aveva pubblicato sui social un post con scritto “Allah il misericordioso”. Un messaggio che è stato criticato ai piani alti di via Bellerio, aprendo una crepa tra la segreteria e provinciale e quella regionale. E pure il leader Matteo Salvini aveva condannato la scelta di Vignati: «Non puoi fare propaganda elettorale inneggiando ad Allah o fare un volantino con il velo». Per il momento Centinaio, commissario da meno di ventiquattro ore, preferisce non esporsi – «ho un’idea su quali possono essere stati gli sbagli, ma aspetto il confronto con la sezione» – e fa scudo sul partito: «Non penso che la colpa sia dei consiglieri comunali, del sindaco o degli assessori, ma penso che sia della Lega in generale, quindi anche del sottoscritto». E ipotizza una chiave di lettura della debacle di Vigevano: «Non abbiamo comunicato abbastanza le cose positive che sono state fatte in tutti questi anni». Ad esempio? «Sicuramente il tema della sicurezza, perché è un argomento che è sempre stato il nostro cavallo di battaglia ed è quello sul quale penso che sia fondamentale continuare a puntare in questa città». «Non temo Suvilla» A questa tornata elettorale la Lega si è fermata al 9,6 per cento di preferenze, in pratica 2.167 voti, quasi quattromila in meno rispetto alle amministrative del 2020. Secondo diversi analisti, una quota di elettori si è rivolta a Furio Suvilla, candidato sostenuto da Roberto Vannacci, che ha accumulato 5.347 preferenze, vale a dire il 14,2 per cento. Centinaio dichiara che «non è assolutamente preoccupato» per questo esodo, dal momento che «i voti che sono andati in quella direzione sono tranquillamente recuperabili». E aggiunge: «Loro oggi prendono i voti degli scontenti, ma sono convinto che se mostriamo le cose positive che sono state fatte, l’importanza e il valore delle persone che rappresentano la Lega a Vigevano, il lavoro di Gian Marco Centinaio sarà molto semplice e molto veloce». Ottimismo, dunque. È poi netto nel rispondere a Claudio Mangiarotti, segretario provinciale di Fratelli d’Italia, che ha imputato la debacle unicamente al Carroccio: «Guardi a casa sua».