Il leader ucraino chiede protezione e rapida adesione all'Ue. Scontro nel governo tra Salvini e Tajani
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Altro che tregua, altro che dialogo. Quelli che sembravano spiragli per una possibile fine del conflitto in Ucraina sono spariti nel giro di breve e la guerra è tornata al suo drammatico e consueto quotidiano. Attacchi russi indiscriminati, blitz ucraini in profondità mentre sul campo si vive una fase di stallo in cui ormai la Russia è bloccata da tempo. E allora è evidente che serva un intervento esterno, forte, per ribaltare la situzione e arrivare a una soluzione. Ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scritto una lunga lettera a quello americano Donald Trump chiedendo aiuto e una fornitura di sistemi difensivi per respingere gli attacchi russi. Nel contempo ha avuto una conversazione con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, si per incrementare le difese ucraine che per discutere dell'adesione di Kiev all'Ue.Gli attacchi aerei di Mosca tengono sotto scacco l'Ucraina con sempre più zone residenziali che finiscono nel mirino con decine di civili uccisi e feriti, esattamente come ieri a Odessa e nel Donetsk. "Quando si tratta di difesa aerea contro i missili, ci affidiamo ai nostri amici, quando si tratta di difenderci dai missili balistici, ci affidiamo quasi esclusivamente agli Stati Uniti", ha scritto Zelensky a Trump. La missiva è stata consegnata dall'ambasciatrice ucraina negli Usa Olha Stefanishyna anche allo speaker della Camera Mike Johnson e ad altri membri del Congresso per sensibilizzare Washington sul fatto che "la fornitura non è più al passo con la reale minaccia che affrontiamo". Nel contempo il leader ucraino ha sentito anche von der Leyen, incoraggiando Bruxelles a fare di più per la difesa di Kiev ma anche l'adesione all'Ue, specie dopo la proposta tedesca di una partnership ad hoc. "Contiamo di aprire il primo capitolo già a giugno", ha detto Zelensky che auspica invece un percorso "tradizionale" e senza limitazioni. Se ne parlerà concretamente al Consiglio Affari generali del 16 giugno, due giorni prima del summit dei leader Ue. Ma il tema Ue è motivo di polemiche nella maggioranza di casa nostra. In una nota la Lega si dichiara "assolutamente contraria ad ogni ipotesi di adesione dell'Ucraina", parlando di requisiti e aggiungendo che "rappresenterebbe un danno economico e sociale di enormi proporzioni". Durissima la replica dell'opposizione (Calenda parla di "sovranismo russo") mentre nella maggornaza, il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia frena: "Siamo favorevoli ma ci sono altri Paesi candidati, non dobbiamo dimenticare i Balcani".Da Mosca arriva un ulteriore segnale di difficoltà con il vice ministro degli Esteri Ryabkov che conferma come "le relazioni tra la Russia e gli Usa rimangono estremamente difficili". Mentre il portavoce del Cremlino Peskov, per l'ennesima rilancia la finta apertura del Cremlino al dialogo. "Il presidente russo è disposto ad avviare dei negoziati con l'Unione Europea", ha detto, salvo poi precisare che "gli europei stanno solo ora iniziando a prepararsi" e che "finora nessuno ha nominato nessuno".








