Chi diserta le urne più vicino a Vannacci e Salvini che non a Bonelli e Fratoianni

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I sondaggi sono un'opinione, ma sino a un certo punto: basta sommare quello di Mannheimer a Piazzapulita, poi la ricostruzione del Post sul mancato travaso del No a sinistra e, infine, la testa di Luca Ricolfi (che ci capisce) sul quotidiano La Ragione: convergono tutti nella stessa direzione.Questa: 1) Gli astenuti, in Italia, non sono una riserva progressista, ma della destra; 2) Il voto al referendum non è un portato elettorale che la sinistra può replicare alle Politiche; 3) La tendenza della sinistra a porre l'accento sui temi della sicurezza e della criminalità (in chiave anti-Meloni) rischia di tirare la volata ancora alla destra, perché, su questi temi, l'astenuto recuperabile e l'elettore incazzato non tendono a chiedere più sinistra, ma più destra.LA SENTENZA DI MANNHEIMERIl suo sondaggio Eumetra, presentato a Piazzapulita, era da gelare la platea: il 59 per cento degli intervistati era infatti favorevole a togliere la cittadinanza agli immigrati che commettano gravi reati: contrari solo il 27 per cento. Tra i grillini, peraltro, i favorevoli erano il 56 per cento, ma, dato decisivo, tra gli elettori «astensionisti» i favorevoli salivano addirittura al 74 per cento. L'elettore che tende ad astenersi, ergo, vota forse più a destra della destra ufficiale: non è un elettore di sinistra che chiede un Pd più sociale e più costituzionale e indignato, non chiede tavoli e mediazioni e sociologia, ma espulsioni e confini e polizia. Domanda retorica: se dici a un elettore sfiduciato che le città sono meno sicure e non si riesce a controllare territorio e immigrazione, è più probabile che questo elettore invochi Schlein o Salvini? Fratoianni o Vannacci?PIÙ DESTRA ALLA DESTRALuca Ricolfi, sulla Ragione di martedì, ha aggiunto un dettaglio: circa le politiche migratorie, i consensi alle idee di Vannacci e alle idee di Salvini paiono equivalersi; inoltre, in Fratelli d'Italia, un elettore su cinque è d'accordo con gli estremismi di Vannacci. Traduzione: dentro la destra c'è una domanda ancora più dura, e, ogni volta che la sinistra parla dell'allarme sicurezza, tira la volata alla destra.LEZIONE PER CHIIl Post, quotidiano online della sinistra eunuca, ha infine ufficializzato che «la più significativa vittoria politica contro Meloni dal 2022» (il referendum) senz'altro ha visto vincere il No, ma non necessariamente la sinistra. Lo scrive anche Antonio Noto in questa stessa pagina: il referendum è stato un contenitore largo, sì, ma non un mandato alla Schlein. La sinistra, a Venezia, era fiduciosa anche sulla base del referendum: per il No avevano votato 63.500 persone (55,1 per cento) ma alle amministrative, ora, Andrea Martella si è fermato a 43.200 voti (39,2 per cento). A destra è avvenuto il contrario: dai 51.700 voti per il Sì eccoti i 56.300 voti per Simone Venturini. Stessa cosa a Reggio Calabria (i No erano stati 34.700, ma il candidato di sinistra ha raccolto 22.300 voti) e a Crotone (13.300 voti per il No, 10.500 per il candidato di sinistra) e Arezzo (il No aveva 24.500 voti, il candidato di sinistra ne ha presi 14.700). Sentenza: la famigerata «lezione del referendum», agitata nei talk show, non è più ben chiaro a chi sia rivolta.