Nel 2025 l’ambiente entra stabilmente nei media italiani, ma mobilità e trasporti restano gli ultimi temi per citazioni

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Clima e innovazione corrono davantiLe parole che fanno notiziaLa mobilità resta indietroCOP30 fa rumore, poi sparisce

A Roma si discute di come raccontare la transizione proprio mentre i numeri mostrano una fotografia molto concreta: l’ambiente è ormai entrato stabilmente nei media italiani, però lo fa con pesi molto diversi. Nel 2025 innovazione sociale e crisi climatica superano entrambe il milione di citazioni nei palinsesti monitorati, mentre i trasporti restano ultimi, con poco più di 217mila occorrenze. Una sproporzione che racconta bene il problema: sappiamo parlare di clima quando diventa emergenza, economia, energia, impresa. Facciamo ancora più fatica quando il discorso scende a terra, tra autobus, mobilità quotidiana, città e abitudini reali.

Il Rapporto Eco Media 2025 fotografa proprio questo scarto: l’informazione ambientale cresce, si allarga, resta presente tutto l’anno. Alcuni temi, però, continuano a viaggiare in seconda fila. Il monitoraggio prende in esame il periodo tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025 e guarda a stampa, web, radio, TV e social network. Per “citazione” si intende la presenza di parole chiave riconducibili ai diversi cluster ambientali dentro articoli, contenuti online, trascrizioni televisive e radiofoniche. Dentro questa griglia entrano biodiversità, crisi, economia ed economia circolare, energia, istituzioni e società, risorse, trasporti, innovazione sociale, finanza sostenibile ed economia responsabile. Quindi, più che un’impressione, è una fotografia di come i media italiani hanno distribuito attenzione, spazio e frequenza sui temi ambientali.