Aveva già un destino segnato. Venduto per il sacrificio rituale dell’Eid al-Adha, la “festa del sacrificio” celebrata da milioni di musulmani in tutto il mondo, un raro bufalo albino del Bangladesh sarebbe dovuto morire come tanti altri animali allevati per la ricorrenza religiosa. Ma qualcosa è cambiato. E a salvarlo è stata, paradossalmente, la sua incredibile fama sui social.

Il suo nome è “Donald Trump”. Non ufficialmente, certo, ma è così che tutti hanno iniziato a chiamarlo per via di quel vistoso ciuffo biondo che ricade sulla fronte e che ricorda l’inconfondibile acconciatura del presidente statunitense. In pochi giorni il bufalo è diventato una vera celebrità online: video, fotografie e dirette social hanno attirato migliaia di curiosi nella fattoria di Narayanganj, vicino a Dhaka, dove viveva.

La rarità dell’albinismo

Il proprietario, Zia Uddin Mridha, 38 anni, ha raccontato che il soprannome è nato quasi per gioco grazie al fratello minore. Ma nessuno immaginava che quell’animale dal manto chiarissimo e dal carattere docile sarebbe diventato un fenomeno nazionale. “La gente arrivava continuamente per vederlo”, ha spiegato l’allevatore ai media locali e internazionali. Famiglie, bambini, influencer e semplici curiosi volevano una foto con il raro bufalo albino, un animale praticamente introvabile in Bangladesh, dove la quasi totalità dei bufali ha il mantello scuro.