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Da qualche anno migliaia di giornalisti, blogger o esperti di settore hanno trovato nuove opportunità economiche su Substack, il più famoso servizio che consente di creare newsletter, inviarle ai propri iscritti e guadagnarci. Alcune pubblicazioni presenti sulla piattaforma, come quella del noto economista statunitense Paul Krugman, hanno centinaia di migliaia di abbonati e un’organizzazione simile a quella di una testata giornalistica: vengono curate da più persone, pubblicano contenuti con cadenza regolare (non solo newsletter ma anche podcast e video) e raggiungono bacini di lettori enormi.

Negli ultimi mesi però alcuni autori hanno deciso di portare le loro newsletter su altre piattaforme. Ad aprile il gruppo di critici e giornalisti che cura The Ankler, seguitissima newsletter di cinema e intrattenimento, ha trasferito le pubblicazioni su un altro sito; nello stesso periodo l’esperto di pallacanestro e NBA Sean Highkin ha spostato la sua newsletter The Rose Garden Report su un altro servizio, Ghost. A ottobre Anne Helen Petersen, ex redattrice di BuzzFeed che si occupa di cultura pop, società e mondo del lavoro, aveva lasciato Substack per aprire un profilo su Patreon.