Dimenticate Netflix e Spotify, sarà Substack a rivoluzionare i consumi letterari. Questo, almeno, è il piano del fondatore
di Laura Piccinini
Se fossimo su Substack, la piattaforma che promette di rivoluzionare i consumi culturali e reinventare il mercato dell’editoria con un modello di business diretto – a pagamento – dall’autore al lettore, potremmo dirvi che l’intervista a uno dei suoi fondatori, Hamish McKenzie, è: solo per iscritti, ovvero per chi paga 5 euro al mese. Che vuoi che siano pochi euro per avere newsletter, romanzi a puntate, le lezioni di letteratura di George Saunders (migliaia e migliaia di abbonati), o quelle di economia e ironia del Nobel Paul Krugman fuggito dal New York Times? E le nevrosi dei creativi stesi sul divano di Bella Freud? E i luridi crime di Chuck Palahniuk con il suo Plot Spoiler dove se vuoi sapere chi è l’assassino... fanno 6 euro? Ecco che la piattaforma è diventata il paradiso degli scrittori: il drammaturgo britannico Hanif Kureishi ha detto a d che dopo l’incidente a Roma è "resuscitato su Substack, con i miei hospital diaries dove rimugino di sesso, famiglia, droghe dai letti d’ospedale, senza editori, io e i miei figli" (migliaia di paganti). "Quel che faccio in un anno su Substack lo farei in dieci con tre libri", dice Marta Zura-Puntaroni, 52ª della classifica bestseller dove Salman Rushdie è 42°.








