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Il fondo con cui il “Consiglio di pace” voluto da Donald Trump dovrebbe finanziare la ricostruzione della Striscia di Gaza è rimasto praticamente vuoto. Il Consiglio di pace è l’organo che in teoria dovrebbe gestire la transizione a Gaza, ma è soprattutto uno strumento di influenza per Trump: hanno aderito una ventina di leader, spesso autoritari e accomunati dal desiderio di compiacerlo.
Un’inchiesta del Financial Times ha scoperto che, dei nove paesi che a gennaio si erano impegnati a stanziare 7 miliardi di dollari, solo Marocco ed Emirati Arabi Uniti hanno trasferito una parte dei soldi, ma comunque molto meno di quanto inizialmente annunciato: in tutto 120 milioni di dollari in due. Gli Stati Uniti avevano promesso di aggiungere 10 miliardi di dollari, ma finora non lo hanno fatto.
Sono cifre di gran lunga insufficienti per una vera ricostruzione, dopo la devastazione da parte delle forze armate israeliane: le Nazioni Unite stimano che serviranno almeno 70 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Gli Stati Uniti hanno sostenuto di non avere ancora contribuito perché stanno aspettando che il Consiglio – cioè un organo creato da loro, che funziona come vogliono loro – istituisca un sistema di controlli e garanzie sui fondi.










