Pubblicato il: 28/05/2026 – 9:30

di Marco Russo

VIBO VALENTIA «Io sono stata la prima vittima di questa serie di intimidazioni. C’è voluto un po’ di tempo, ma chi mi ha fatto quel gesto è stato individuato e adesso rinviato a giudizio. Abbiate fiducia nelle forze dell’ordine». Sono le lacrime di Claudia Santoro, dirigente del settore finanziario del Comune di Vibo, a chiudere l’assemblea delle RSU convocata dai dipendenti dopo la preoccupante serie di intimidazioni e aggressioni che ha colpito Palazzo Luigi Razza. L’ultima, doppia, intimidazione è toccata al dirigente Andrea Nocita, prima aggredito a bastonate, poi con la sua auto incendiata nei pressi della stazione. Per lui, è stato detto durante l’assemblea, saranno disponibili, quando rientrerà, agenti della Polizia Locale che lo tuteleranno durante gli spostamenti. Una misura necessaria per cercare di restituire serenità non solo a Nocita, ma anche a tutti i dipendenti comunali.

Tutela per il dirigente Nocita

L’escalation è iniziata la scorsa estate, quando venne appiccato il fuoco all’auto della dirigente finanziaria Santoro. La sua testimonianza è il momento più toccante dell’assemblea, seguita da un lungo applauso per tutte le vittime di intimidazioni. Negli scorsi mesi sono stati presi di mira, oltre lei, il marito di una consigliera comunale, l’assessore Marco Talarico (l’ultima minaccia risalente a poche settimane fa) e il presidente del consiglio comunale Antonio Iannello. Vittima, quest’ultimo, del gesto forse più eclatante: diversi colpi d’arma da fuoco sparati verso la sua abitazione. «Dobbiamo condannare questi atti e respingere ogni tentativo di infiltrazione all’interno dell’amministrazione» ha ribadito Iannello a margine dell’incontro. «Il dirigente Nocita io l’ho chiamato più volte per dargli vicinanza e solidarietà, soprattutto la testimonianza di una persola che è stata colpita poco prima di Natale. Ma la solidarietà non deve essere fine a se stessa, non serve senza continuità. Dobbiamo continuare a stare vicini e difenderci tra noi».