ABANO TERME (PADOVA) - È caccia serrata ai banditi che nella notte fra martedì e mercoledì hanno picchiato e rapinato nella sua abitazione di Abano Terme l'avvocato Giangiuseppe Baj. I militari dell'Arma della compagnia euganea stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza del villino in via Savioli e i dispositivi di controllo municipali che monitorano l'intero perimetro del quartiere a ridosso della provinciale Romana Aponense.
La paura Venerdì mattina in casa era presente solamente una domestica impegnata a mettere in ordine l'abitazione dopo i rilievi effettuati dagli investigatori alla ricerca di elementi utili all'individuazione dei banditi. Ufficialmente, l'avvocato Baj risulta fuori sede. Bocche cucite anche nello studio del legale, in piazza Aldo Moro a Padova. Ad agire, attorno alla mezzanotte, una coppia di malviventi incappucciati che dopo essersi introdotti da una finestra lasciata aperta dal proprietario, lo hanno sorpreso in soggiorno. L'uomo, un 61enne che vive solo, è stato malmenato ripetutamente dai banditi che continuavano a intimargli di consegnare tutti gli oggetti di valore che aveva in casa. A nulla è servito rispondere che nell'abitazione non c'erano né denaro né preziosi. Ad un certo punto lo hanno immobilizzato con delle fascette elastiche e rinchiuso in camera da letto prima di arraffare il suo portafoglio che conteneva un centinaio di euro, documenti, bancomat e carte di credito.L'allarme Il malcapitato alla fine è riuscito a liberarsi e a chiedere aiuto, ma i malviventi si erano già volatilizzati con il magro bottino. Sul posto sono subito accorsi i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Abano e un'ambulanza del Suem partita dalla Casa di cura termale. Il personale sanitario gli ha prestato sul posto le prime cure per le contusioni riportate e poi il legale è stato accompagnato al pronto soccorso per ulteriori accertamenti. Per lui, la prognosi minima di tre giorni oltre a un forte stato di choc.Le reazioni «Non conosco personalmente l'avvocato Baj, ma gli esprimo la vicinanza e la solidarietà dell'intera città per la violenza che ha subito - ha dichiarato il sindaco Federico Barbierato una volta informato del grave episodio -. Fatti del genere colpiscono profondamente una comunità tranquilla come la nostra e richiedono una risposta forte e coordinata. Confermo la massima collaborazione del Comune con gli investigatori, anche attraverso il sistema di videosorveglianza che abbiamo rafforzato negli ultimi anni». Appare al momento improbabile che ci si trovi di fronte a una banda di professionisti che, potendo contare sul fatto di non essere né visti né sentiti e con una sola persona da tenere sotto scacco, non si sarebbero accontentati di un'azione mordi-e-fuggi con un bottino così magro, ma avrebbero avuto tutto il tempo di infierire ulteriormente sulla propria vittima con l'obiettivo di realizzare un colpo più consistente. Ad agire, insomma, potrebbero essere stati dei cani sciolti che hanno approfittato di quella finestra lasciata aperta.







