HomeRiminiCronacaRissa in campo, calciatore sospeso. Sconterà la ‘pena’ tra gli arbitriAveva spintonato l’arbitro fino a farlo cadere. Ora ripartirà proprio dagli arbitri. Non uno sconto, ma una seconda possibilità. Un...Aveva spintonato l’arbitro fino a farlo cadere. Ora ripartirà proprio dagli arbitri. Non uno sconto, ma una seconda possibilità. Un...Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAveva spintonato l’arbitro fino a farlo cadere. Ora ripartirà proprio dagli arbitri. Non uno sconto, ma una seconda possibilità. Un calciatore del 2009 del River Delfini, fermato per due anni e sei mesi dopo la gara Under 17 contro il Pietracuta, inizierà dalla prossima stagione sportiva un percorso rieducativo nella sezione Aia di Rimini, guidata dal presidente Marco Guitaldi (nella foto). La sanzione non viene cancellata: metà resta stop dal campo, l’altra metà diventa un impegno obbligatorio, 455 ore con i fischietti riminesi. La vicenda nasce dalla partita River Delfini-Pietracuta, finita 4-5 e disputata il 24 aprile. Secondo il giudice sportivo, dopo la convalida di una rete avversaria il giovane avrebbe partecipato all’accerchiamento minaccioso del direttore di gara. Poi, al momento dell’espulsione, avrebbe rivolto frasi ingiuriose al direttore di gara e lo avrebbe aggredito, spingendolo con forza. Da qui la squalifica fino al 28 ottobre 2028. La svolta è arrivata con la decisione del giudice sportivo Maria Luisa Trippitelli, che ha accolto l’istanza presentata il 4 maggio dalla famiglia. A renderla possibile è la nuova giustizia riparativa sportiva: dal primo luglio 2025 l’articolo 137, comma 2-bis, consente infatti ai minorenni squalificati per più di otto giornate o per oltre quattro mesi di chiedere, una sola volta in carriera, che metà della pena diventi attività rieducativa. Nel caso riminese, indicato come il primo di questo tipo in Emilia-Romagna, 455 giorni diventeranno 455 ore da completare entro il 28 luglio 2027. Se il percorso non sarà concluso, la squalifica originaria potrà essere ripristinata. Dalla sezione Aia spiegano che non sarà un passaggio formale. Il ragazzo seguirà il corso arbitri, parteciperà a riunioni tecniche e raduni, visionerà partite, darà supporto organizzativo e prenderà parte ad attività socialmente utili. Entrerà in un’associazione che conta 135 tesserati, tra cui 9 donne e 26 arbitri under 18. Una comunità di ragazze e ragazzi con la stessa passione, il calcio, ma vissuta da un’angolazione diversa. "È qui che la punizione può diventare davvero educativa — spiegano dalla sezione —: non cancellare l’errore, ma aprire un percorso di consapevolezza". E chissà che proprio da questa esperienza, un giorno, non possa nascere anche un arbitro.