HomePisaCronacaParco, è tutto già scritto: "Escluse le voci libere scelte le solite logiche"Lettera aperta, alla città e ai sindaci interessati, di Sondra Cerrai, insgnante e storica, autrice del vplume utrice del volume: “I cittadini del parco".Sondra Cerrai, autrice del volume «I cittadini del ParcoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Tra poco si andrà al rinnovo della Presidenza del Parco Naturale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli e il copione sembra già scritto. Il “predestinato”, come è stato definito, sarebbe ancora Lorenzo Bani, figura contestatissima, nel momento forse più delicato della storia recente del Parco". Prende carta e penna per rivolgersi alla città, ai sindaci interessati e a tutti i cittadini Sondra Cerrai, insegnante e storica, autrice del volume: “I cittadini del parco. La storia corale della lotta per il Parco Naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli.
"Non si parla di semplici nomine, in gioco ci sono il futuro di un patrimonio unico, gli equilibri ambientali del territorio, appetiti speculativi mai davvero sopiti e persino il tentativo, solo temporaneamente arginato di una forte militarizzazione dell’area. E allora - continua Cerrai – stupisce, amareggia e fa indignare l’esclusione di Cristiana Torti dal Consiglio Direttivo. Una donna competente, autorevole, indipendente. Una figura che avrebbe rappresentato esattamente ciò che il Parco oggi dovrebbe cercare: visione, rigore scientifico, autonomia di pensiero e capacità di dialogo con cittadini e associazioni. La sua candidatura era stata sostenuta da una valanga di firme: oltre cento sottoscrizioni trasversali, con intellettuali, studiosi, professori universitari, amministratori, ambientalisti, professionisti, giovani militanti, cittadini comuni. Persino l’ex presidente della Regione Toscana Vannino Chiti è sceso in campo per sostenerla. Attorno al suo nome si era creata una convergenza rara, larga, intergenerazionale e persino trasversale politicamente: dal Pd al Movimento 5 Stelle, dal mondo della cultura a quello dell’associazionismo ambientale. Non è bastato. Ma il problema non sono le voci libere bensì lo stato di abbandono in cui versa il Parco: carenza di personale, controlli insufficienti, erosione costiera, gestione discutibile del territorio, risorse disperse, piani urbanistici che rischiano di snaturare l’identità stessa dell’area protetta. La sensazione è sempre la stessa: chi alza la testa o pone domande scomode viene considerato un ostacolo. E poi ci si stupisce se i cittadini si allontanano dalla politica.






