HomeCultura e SpettacoliUn violino per dialogare con Battiato: "Mai conosciuto, ma gli rubai una mela"Federico Mecozzi e l’omaggio al maestro, “Traiettorie impercettibili“. Che incrociano pure Morgan e CristicchiFederico Mecozzi, nato a Rimini 34 anni fa, violinista e compositore Dal 2009 affianca il pianista e compositore Ludovico Einaudi nelle tounréeRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"Lo zio avrebbe apprezzato molto", assicura Grazia Cristina Battiato, presidente della Fondazione Franco Battiato, parlando di “Traiettorie impercettibili”, personalissimo omaggio all’uomo degli orizzonti perduti che il violinista Federico Mecozzi ha presentato tre giorni fa sul palco del Teatro Menotti. Un "dialogo contemporaneo con l’opera di Franco" come lo definisce il musicista riminese, classe 1992, al fianco di Ludovico Einaudi da oltre 17 anni, puntando il dito sul desiderio di reinterpretare la musica del Maestro senza replicarla, ma "attraversandola, piuttosto, con uno sguardo personale".
"Operazione coraggiosa, compiuta però con una delicatezza molto vicina alle corde delle canzoni di Franco", sottolinea la nipote. Un viaggio nei mondi (lontanissimi) di pietre filosofali quali “L’ombra della luce”, “Voglio vederti danzare”, “La cura”, “Il re del mondo”, in cui Mecozzi trova la complicità di Morgan (che al tempo coprodusse “Gommalacca”), voce e basso in “Shock in my town”, di Juri Camisasca in “Nomadi”, e di Simone Cristicchi in “Invito al viaggio”. Non manca, ovviamente, quella “Gli uccelli” da cui trae ispirazione il titolo della raccolta di avventurose riletture, – definirle “cover” sarebbe riduttivo –, per sottolineare l’ambizione di "provare ad intercettare il volo di certi brani scomponendoli e ricomponendoli come se li avessi scritti io. Tant’è che avrei voluto inserire pure “Prospettiva Nevski“, ma non ho trovato la chiave giusta per farla mia, e “Centro di gravità permanente“, nonostante i tentativi sempre troppo vicina alla cover, piuttosto che alla rilettura".











