"Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla" queste parole, pronunciate come un affettuoso quanto severo monito da Helga Schneider, risuonano oggi con un’urgenza che non possiamo ignorare.
Testimone lucida di un’epoca che ha inghiottito l’umanità, la scrittrice sarà a Modena oggi alle 18 all’Istituto Storico (Via dei Tintori, 22), per presentare il suo ultimo libro, ‘Eva. Un divano per l’eternità’.
A trent’anni dal successo de ‘Il rogo di Berlino’, la Schneider torna a scandagliare le zone d’ombra della Germania nazista, un ambito sempre più esplorato. In questo nuovo volume, l’autrice analizza il legame tra Adolf Hitler ed Eva Braun.
Definito come un intreccio tra romanzo psicologico e saggio, il libro svela una "storia senza innocenti": la parabola di una giovane donna che, nel tentativo di sfuggire al controllo familiare, finisce per consegnarsi a un destino tragico, vivendo nell’ombra del Führer fino all’epilogo nel bunker.
Una relazione tossica, nata simbolicamente su un "divano rosso come il sangue che verrà".







