Parlamento 23 aprile 2026 Tra interventi a raffica, rassegnazione e sbadigli, la Camera sta lavorando anche di notte per convertire in legge il provvedimento e non farlo scadere ANSA Aggiornamento 24 aprile, ore 12:30 – L’aula della Camera ha approvato la definitiva conversione in legge del decreto “Sicurezza” con 162 voti favorevoli e 102 contrari e un astenuto.***
«Ho già sonno». È giovedì 23 aprile e il deputato del Partito Democratico Virginio Merola, ex sindaco di Bologna, si aggira di buona mattina per il transatlantico della Camera, in attesa che inizi la seduta che porterà all’approvazione del tanto discusso decreto “Sicurezza” nella giornata di domani. A dirla tutta, però, quello di oggi alla Camera non è stato un inizio di seduta, ma soltanto una ripresa. Perché da ieri sera, intorno alla mezzanotte, la maggioranza di centrodestra ha dato il via alla cosiddetta “seduta fiume”. Nel gergo della Camera, quando inizia la “seduta fiume” significa che l’aula è convocata in maniera permamente fino all’esaurimento della discussione su un provvedimento, senza interruzioni dei lavori, se non per pause tecniche stabilite dalla Presidenza in corso d’opera. Per esempio, per consentire a una certa ora agli inservienti di svolgere le pulizie quotidiane dell’aula. «Dando il via libera alla seduta fiume abbiamo consentito ai deputati di opposizione di fare i loro interventi sul decreto in tutta libertà, fissando allo stesso tempo delle scadenze precise per arrivare al voto finale, che è stato fissato per domani non prima delle 11:30», ha spiegato a Pagella Politica il deputato di Forza Italia Paolo Emilio Russo.






