«Quanto sei diventato insensibile? Nazista, torna in Texas! Non sei nemmeno un vero poliziotto, vergogna! Non abbiamo nemmeno un confine qui in Illinois!». Sono alcune delle grida rivolte agli agenti dell’Ice nel cortometraggio Sawyer Avenue Sunday Afternoon di Bill Morrison, presentato ieri all’Unarchive Found Footage Fest a Roma (la quarta edizione è in corso fino a domenica, tra il cinema Intrastevere e altre sale).
IL FILM del regista statunitense è un’immersione nella violenta realtà degli Stati uniti dei mesi scorsi. Uno split screen diviso in quattro ci mostra una strada residenziale di Chicago (Sawyer Avenue) così come viene inquadrata dalle bodycam indossate da dieci agenti dell’Ice. Stanno per compiere uno dei loro raid, come prescritto dall’operazione Midway Blitz, lanciata nel settembre 2025, per «colpire gli immigrati clandestini criminali nell’Illinois».
Non appena scendono dalle auto blindate, si leva un grido ripetuto più e più volte: «Migra migra! Ice is here!». Nel giro di pochi istanti un nutrito gruppo di residenti scende per strada per cercare di impedire agli agenti di prelevare il loro vicino, un migrante messicano privo di documenti. Se colpisce la violenza degli agenti, evidentemente programmati secondo un protocollo che dà per scontata l’appartenenza di ogni migrante clandestino a una gang criminale, è indubbio però che Sawyer Avenue Sunday Afternoon colpisce per la forza della solidarietà che quello stesso Paese riesce a produrre.






