Eurostat ha pubblicato la tabella con le nazionalità a cui gli Stati membri dovranno applicare obbligatoriamente le procedure accelerate di frontiera dopo l’entrata in vigore del Patto migrazione e asilo (il 12 giugno). Si tratta di un iter speciale sulla domanda d’asilo: va concluso in 12 settimane e prevede la finzione di non ingresso nel territorio nazionale. Il migrante, in pratica, è considerato ancora sul confine anche se si trova in Italia e deve rimanere a disposizione dell’autorità, con misure restrittive che vanno dall’obbligo di dimora al trattenimento.

Queste procedure possono valere per chi è originario di un paese «sicuro», ma devono essere applicate alle nazionalità che a livello europeo presentano tassi di riconoscimento della protezione internazionale pari o inferiori al 20%. Sono appunto quelle incluse nella tabella Eurostat.

Questa non comprende Afghanistan o Siria, per ora, che sono in testa alle classifiche Ue per richieste d’asilo. Né Somalia, Eritrea, Etiopia, Sudan. Tra gli Stati che interessano all’Italia ci sono, come previsto, Bangladesh, Pakistan, Tunisia, Egitto e Algeria. I paesi presenti sono tantissimi, oltre 110 (tra loro la Russia). Compresi alcuni – per esempio Bielorussia, Camerun, Cina, Costa Rica, Libia o Yemen – che in prima istanza hanno tassi di accoglimento sopra il 20%, ma non altrettanto nella fase dei ricorsi.