Il focus. 28 maggio 2026 alle 00:11L’America’s Cup un test che ha messo in luce le potenzialità del quartiere
Le immagini di decine di migliaia di cagliaritani (e turisti) in festa che facevano su e giù sul lungomare di Sant’Elia, tra parchi, piazze, nuovi servizi, resteranno a lungo nella memoria della città. E pazienza se alcuni spazi erano incerottati dalle reti rosse di cantiere, se i chioschi sulla passeggiata erano ancora chiusi (in attesa della riqualificazione), se alcune strade interne al quartiere avevano i segni di una manutenzione che arriverà (assicura il Comune), e se alcuni lampioni erano fuori uso. Pazienza, si. Perché (forse) per la prima volta Sant’Elia, grazie all’esperienza dell’America’s Cup, si (ri)scopre una risorsa strategica della città e non più una periferia complicata. I lavori di rigenerazione urbana, il nuovo volto del lungomare appena tirato a lucido, il recupero degli spazi pubblici e degli immobili e la prospettiva di uno sviluppo legato allo sport, al turismo, agli spettacoli, alle attività economiche, rilanciano una delle aree più belle di Cagliari. «Sant’Elia è un quartiere che cresce e migliora giorno dopo giorno», assicura il signor Gianni, 73 anni, 71 vissuti a Sant’Elia, seduto su un blocchetto di cemento “vista mare” al Lazzaretto (utilizzato per ancorare gli stand durante la manifestazione velica). «I problemi non sono certo risolti, ma molto sta cambiando. E le potenzialità di questo quartiere ora le hanno viste in tutto il mondo».







