Fino al 2 giugno sarà possibile visitare la mostra documentaria, presso la Sala Piana della Biblioteca Malatestiana di Cesena, Arrigo Bugiani e i Libretti di Mal’Aria, curata da Pasquale Di Palmo e dedicata a una delle più interessanti, anche se poco conosciute, iniziative editoriali del secondo Novecento italiano. Di Palmo, poeta, critico, traduttore e collezionista, ha raccolto un centinaio di manufatti, fra cui ottanta Libretti di Mal’Aria, piccola collana ideata, curata e realizzata fra il 1960 e il 1994 da Arrigo Bugiani, singolare figura di scrittore ed editore toscano di ascendenza cattolica che esordì collaborando con la rivista «Il Frontespizio».

AMICO E SODALE DI POETI, artisti e scrittori come Camillo Sbarbaro, Angelo Barile, Ottone Rosai, Bugiani seppe coinvolgere figure del calibro di Giorgio Caproni, Carlo Betocchi, Libero De Libero, Aligi Sassu, Renato Guttuso, Guido Ceronetti e molti altri in un’avventura le cui particolarità si segnalano sia per la scelta originalissima dei testi proposti sia per i materiali adoperati.

Secondo il bibliofilo Marino Parenti si trattava della «più esile (ma sostanziosa) biblioteca del mondo».

Cinquecentosettanta titoli – in continuità affettiva con la rivista «Mal’Aria», condotta da Bugiani stesso per la durata di nove numeri fra il 1951 e il 1954 – gli ultimi settanta dei quali numerati a sottrarre lungo una sorta di ideale count down verso l’uscita postuma dell’ultimo libretto nel 1994 (esemplare la citazione dal frontespizio: «Chi non sa morire non sa amare»).