PAVIA. Giovedì alle 14.30, negli uffici della Questura di Campobasso, la polizia giudiziaria della Squadra Mobile delegata dalla Procura di Larino procederà al conferimento dell'incarico di consulenza al professor Carlo Alessandro Locatelli e al professor Daniele Merli, rispettivamente tossicologo e direttore del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia e chimico forense, nell'ambito dell'inchiesta sul presunto duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, morte tra il 27 e il 28 dicembre 2025 a seguito di un avvelenamento da ricina. La comunicazione è stata notificata alle parti coinvolte: oltre ai cinque medici indagati per omicidio colposo, anche alle persone offese Gianni Di Vita e Alice Di Vita, a Salvatore e Luigi Di Ielsi, padre e fratello di Antonella, e alla madre di Gianni Di Vita, nonna di Sara. Secondo quanto emerge dagli atti, la Procura guidata da Elvira Antonelli intende ampliare il collegio tecnico "attesa anche la proroga del termine per il deposito della relazione autoptica" da parte della medico legale Benedetta Pia De Luca, che ha chiesto tempo fino al 30 giugno per il deposito della perizia autoptica, e alla luce della complessità scientifica del caso. Nel provvedimento si sottolinea infatti che le conclusioni sulla presenza della ricina sono state raggiunte "attraverso specifici esami chimici mediante metodiche altamente specializzate" e che la sostanza presenta una "marcata degradabilità nelle matrici biologiche", oltre alla "scarsissima disponibilità di dati di letteratura per casi di questo tipo". I consulenti dovranno svolgere accertamenti sulla causa della morte delle due donne, sulla compatibilità delle risultanze autoptiche con l'ingestione di ricina e sulla riconoscibilità della patologia da avvelenamento da parte dei medici che ebbero in cura le pazienti, anche in relazione alla correttezza delle diagnosi e dei protocolli sanitari adottati in casi analoghi.