Dopo quella di Stepan Bandera, l’Ucraina di Volodymyr Zelensky rispolvera e rilancia un’altra figura controversa del nazionalismo ucraino tra le due Guerre, quella di Andrii Melnyk, tenace collaborazionista dei nazisti in funzione antisovietica, ma non solo

Di Andrii Melnyk, storico leader dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN), succeduto nel 1939 al fondatore del movimento, Yevhen Konovalets, si è tornato a parlare in questi giorni perché, con una cerimonia ufficiale, lunedì 25 maggio, i suoi resti, insieme a quelli della moglie Sofiia sono stati riportati in Ucraina dal Lussemburgo, dove giacevano da metà degli Anni 60, e sepolti nel memoriale militare nazionale (dedicato ai soldati uccisi durante le invasioni russe dell’Ucraina), inaugurato lo scorso anno nella regione di Kyiv. Presente alla cerimonia anche il presidente Volodymyr Zelensky, che, sottolineando il valore simbolico del ritorno in patria di Melnyk, ha dichiarato: «Ora che siamo sulla terra ucraina, sotto la nostra bandiera ucraina, al suono dell’inno nazionale ucraino, rendendo il dovuto tributo ai nostri eroi ucraini, sentiamo nel cuore tutto ciò che gli ucraini sono stati costretti a vivere». Concetto ribadito poi con un post su X.