Per scovarlo ci sono volute due ore, e alla fine, il rettile velenoso è stato trovato e catturato a pochi passi dal box del cane, in una villetta a Capena. «Pensavo di aver perso le speranze - dice a “Il Messaggero” l’esperto Andrea Lunerti - ma siamo riusciti a intercettare la vipera, la prima della stagione 2026».

Che cosa è successoA lanciare il grido d’aiuto è stato il proprietario dell’abitazione alle porte di Roma. La vipera -Aspis Francisciredi, un esemplare nato lo scorso anno lungo circa 30 centimetri - si è introdotta nell’area esterna della villa probabilmente passando dal cancello o dallo scarico di un tubo. La proprietà è delimitata da un muro e il serpente, specie non arboricola, è rimasto intrappolato all’interno senza trovare una via di fuga. La famiglia si era rivolta ad altri esperti, ma nessuno è riuscito a rispondere alla loro richiesta di aiuto. «I rischi - spiega Lunerti - sono altissimi, specialmente quando il rettile si avvicina agli animali domestici. In casa, poi, c’erano anche altri familiari giovani. Dopo diverse ore di ricerche l’ho trovata in un angolo del giardino. Ora sarà portata a 4 km dal primo al centro abitato». Con l’arrivo della primavera le vipere escono dal letargo: «Se abbiamo un giardino con l’erba alta e siamo impegnati in lavori di giardinaggio, dobbiamo fare attenzione a non infilare mai le mani dove non vediamo e nemmeno camminare con scarpe aperte. Questi rettili - avverte l’esperto - si trovano nelle zone incolte, secche o soleggiate».Cosa fare in caso di morso? Raggiunto telefonicamente da "Il Messaggero", lo chiarisce Alessandro Barelli, Medico, Professore Aggregato dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Tossicologo, Anestesista e Rianimatore: «Il morso è molto doloroso e poco tempo dopo, ad esempio la mano, diventa rossa con chiazze bluastre, cianotiche ed ecchimosi. Quindi una lesione molto evidente mentre, invece, non si vedono i segni della puntura dei denti. Prima cosa da fare è attivare il soccorso sanitario chiamando il numero unico d’emergenza (112, ndr). La paura e il dolore attivano il sistema dell’adrenalina che favorisce la diffusione del veleno. Per contrastare questo, la vittima deve rimanere ferma il più possibile, e tranquilla. L’arto colpito deve essere immobilizzato con delle stecche rudimentali e una benda, senza stringere troppo. Per contrastare il dolore e l’agitazione, va bene del paracetamolo oppure del diazepam in gocce. In attesa dell’ambulanza è utile idratare, acqua. La vittima può essere trasportata con un mezzo proprio vicino al pronto soccorso, ma l’importante è che non si muova. Applicare un laccio o un legaccio alla radice dell’arto è assolutamente sbagliato, poiché interrompe la circolazione venosa e arteriosa, ma non quella linfatica, che è la via attraverso la quale il veleno si trasmette. Mai incidere la zona, non succhiare, non serve assolutamente nulla ed è anche pericoloso. Il siero antiviperico nei casi in cui serve viene somministrato solo in ospedale.Quali sono i casi di mortalità? «La mortalità da morso da vipera è molto bassa, consideriamo cica 100 morsi l’anno - aggiunge il Prof. Barelli - una mortalità dello 0.1, 0.2 % significa che muore una persona ogni 10 anni». Numero del centro antiveleni (Policlinico Gemelli, attivo h24ndr): 06.3054343.