In Italia non è più disponibile in farmacia e può essere somministrato solo in ospedale, ma serve al 10-20% delle persone attaccate perché non sempre il rettile che morde inocula anche il veleno

Con l'estate e l'aumento delle escursioni in campagna o in montagna può capitare di imbattersi in una vipera, il cui morso può avere conseguenze. Quello che nel linguaggio comune chiamiamo siero antivipera (o antiofidico) esiste ancora, ma in Italia non è più disponibile in farmacia. Dal 2003, infatti, l’antidoto contro il veleno di vipera può essere somministrato solo in ospedale. "La decisione è stata presa dal ministero della Salute più di vent’anni fa, ma molti sembrano ancora stupirsene. Saperlo è invece molto importante perché, qualora si venisse morsi da uno di questi piccoli serpenti, gli unici velenosi presenti in Italia, non bisogna perdere tempo recandosi in farmacia, ma portare il prima possibile l’infortunato in pronto soccorso". Lo ricordano gli esperti della piattaforma anti-bufale 'Dottore ma è vero che...?' curato dalla Fnomceo (Federazione italiana degli Ordini dei medici chirurghi odontoiatri). Perché si è deciso di somministrarlo solo in ospedale? "La ragione più importante per somministrare l’antidoto solo in ambiente ospedaliero e protetto è che il prodotto può provocare gravi reazioni allergiche di tipo anafilattico, che richiedono un supporto medico immediato - spiegano - Sta ai medici del pronto soccorso stabilire quindi, di volta in volta, se il rischio legato al morso è tale da giustificare il trattamento. I protocolli attuali prevedono che la sua somministrazione sia indicata solo se il paziente mostra segni o sintomi seri: alterazioni degli esami del sangue relativi alla coagulazione, grave calo della pressione arteriosa o shock, sintomi gastroenterici importanti e prolungati, aritmie cardiache, difficoltà di respirazione o imponente gonfiore dell’arto coinvolto".