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VE.LA.
Ormai punto di riferimento nel panorama del Mediterraneo orientale per la nautica da diporto, lo sviluppo tecnologico e la ricerca sui sistemi di propulsione sostenibile, ha preso il via nella prestigiosa cornice dell'Arsenale, la 7/a edizione del Salone Nautico di Venezia. Al tradizionale taglio del nastro hanno partecipato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il sindaco in carica, Luigi Brugnaro, il sindaco eletto, Simone Venturini, il presidente del Veneto, Alberto Stefani, e l'ammiraglio di squadra Stefano Barbieri per la Marina militare. A Venezia "la nautica è davvero a casa - ha ricordato Brugnaro -, e per il settimo anno consecutivo, qui all’Arsenale, continua a guardare avanti. Non dobbiamo dimenticare che abbiamo creato l’unico Salone del Mediterraneo orientale, un patrimonio che va consolidato e valorizzato negli anni a venire. Il Salone - ha proseguito - non è soltanto un evento espositivo, ma un progetto strategico per Venezia e per l’intero settore". Per parte propria, Venturini ha confermato che il boat show lagunare continuerà a essere un evento centrale per la sua amministrazione, "un patrimonio nazionale almeno per i prossimi 5, e speriamo 10, anni". "Quando è nato questo Salone - ha dichiarato poi La Russa - lo guardavo con un po' di sospetto, ma ora è arrivato alla settima edizione, non fa ombra a Genova, e cammina con le proprie gambe. È una testimonianza dell'attaccamento di Venezia all'Italia e al mare". L'evento non rappresenta solo una vetrina commerciale, ma è un vero e proprio laboratorio a cielo aperto in cui la tradizione marittima della Serenissima sposa la transizione ecologica. Il layout espositivo, anche quest'anno, propone infatti un percorso integrato che affianca ai grandi yacht e alle eccellenze del made in Italy i prototipi elettrici, ibridi e i progetti di navigazione sostenibile sviluppati in sinergia con università e centri di ricerca. Il palco del Salone, quest'anno, è stato anche teatro di un simbolico e ufficioso passaggio di consegne tra Brugnaro, visibilmente commosso, e Venturini, concluso con un lungo abbraccio. "Ho dovuto convincere Simone a rischiare - ha detto - perché non è semplice. Gli ho detto 'te la giochi'. L'ho convinto, follia, perché qua in politica, se perdi, non ti regala niente nessuno".






