Bloccati anche i lavori dello ski resort di Trojena
Piero de Cindio
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Per anni è stata raccontata come la città destinata a cambiare il pianeta, il simbolo definitivo del futuro, della tecnologia e di un nuovo modello urbano capace di cancellare traffico, inquinamento e periferie. Ora però il sogno di “The Line”, il gigantesco progetto futuristico voluto dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman all’interno del mega piano NEOM, sembra essersi improvvisamente scontrato con la realtà economica, politica e perfino geografica. Secondo indiscrezioni emerse nelle ultime ore, l’Arabia Saudita avrebbe deciso di fermare gran parte dei lavori sulla colossale città lineare lunga 170 chilometri almeno fino a dopo il 2030, congelando di fatto quello che era stato presentato come il progetto urbanistico più ambizioso della storia moderna.
The Line avrebbe dovuto sorgere nel deserto saudita come una doppia struttura gigantesca ricoperta di specchi, alta centinaia di metri e alimentata esclusivamente da energia rinnovabile. Un’opera titanica pensata per ospitare milioni di persone senza automobili, senza strade tradizionali e con sistemi di intelligenza artificiale capaci di gestire ogni aspetto della vita urbana. Per anni il progetto è stato promosso come il manifesto della “Vision 2030”, il piano con cui Riyadh punta a ridurre la dipendenza economica dal petrolio e trasformare il regno in una potenza globale della tecnologia, del turismo e dell’innovazione. Ma dietro i rendering spettacolari e i video futuristici, i dubbi sulla reale fattibilità dell’opera non si erano mai spenti. Costi astronomici, difficoltà ingegneristiche, problemi logistici e tempi giudicati irrealistici avevano alimentato critiche da parte di analisti, economisti e urbanisti di tutto il mondo.







