Fanno ancora discutere le parole di Francesco De Gregori sull’opportunità o meno degli artisti di schierarsi contro le guerre o Donald Trump. “Provo sempre un certo imbarazzo quando un uomo di spettacolo,- ha affermato – che quindi ha una visibilità pubblica, vuole schierarsi in maniera così netta su questioni internazionali di guerra perché tutto ciò tutto che ci sta intorno va analizzato con estrema cura”.
Molte le critiche a queste parole e anche Enzo Iacchetti ha commentato, sotto il post pubblicato sulla pagina Instagram de Il Fatto Quotidiano, in merito: “Grande cazzata. L’uomo di spettacolo è un uomo che pensa al mondo e al futuro dei suoi figli. Che delusione che sei”. Più soft, ma della stessa posizione Eros Ramazzotti: “Non sono d’accordo con il maestro dal volto umano”.
De Gregori, sempre ieri 26 maggio durante la presentazione dei suoi progetti legati al live “Nevergreen (Perfette Sconosciute)”, aveva poi aggiunto: “”Un proclama buttato giù da un palco o anche scritto in un appello mi lascia abbastanza indifferente. Non sono per gli artisti che vogliono sensibilizzare il loro pubblico, ma perché perché non sono abbastanza sensibili per conto loro? C’è bisogno che Springsteen dica che è contro l’amministrazione Trump? Non credo, ma è un ruolo che non mi sento di condividere. Io non faccio proclami, perché non sono superiore a nessuno per dire quale posizione assumere su Gaza o Israele”.










