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I Mondiali di calcio hanno la loro canzone ufficiale, a volte persino il loro album. È una tradizione che va avanti da più di trent’anni e che, per molto tempo, ha funzionato benissimo. I Mondiali del 1990 in Italia sono anche quelli di “Notti Magiche”, ed è difficile pensare all’edizione del 2010 in Sudafrica senza che venga in mente “Waka Waka” di Shakira, diventata una delle canzoni più popolari di questo secolo.

Negli ultimi anni, però, gli inni dei Mondiali sembrano aver perso parte del loro impatto. Né dall’edizione in Russia del 2018 né da quella in Qatar dell’inverno del 2022 sono usciti inni memorabili, e le vecchie canzoni dei Mondiali sono così diventate anche oggetto di nostalgia tra molti tifosi. Vale anche per la stessa FIFA, la federazione internazionale del calcio che organizza i Mondiali: per la prossima edizione, in programma dall’11 giugno tra Stati Uniti, Messico e Canada, ha scelto di affidare una delle canzoni ufficiali proprio a Shakira.

La “canzone dei Mondiali di calcio” è una cosa che – in un certo senso – esiste sin dalla prima edizione del 1930. Allora, però, fu più una questione di fortunate coincidenze. La nazionale ospitante e poi vincitrice di quel torneo, l’Uruguay, aveva infatti già un suo inno celebrativo, abbastanza famoso in tutto il paese. Si chiamava “Uruguay campeones” ed era stato scritto nel 1926, ed era stato scritto nel 1926, l’anno in cui la Nazionale aveva vinto la Copa América, cioè il trofeo continentale sudamericano, due anni dopo aver vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi.