La Commissione europea ha adottato, mercoledì 27 maggio, una comunicazione congiunta sugli aiuti umanitari nella quale Bruxelles illustra in che modo intende restare un donatore affidabile in un sistema di aiuti globale sottoposto a forti pressioni. Il quadro è segnato anche dalla decisione dell’amministrazione statunitense di cancellare l’83% dei programmi USAID, una scelta che ha contribuito a rendere l’UE e i suoi Stati membri il principale attore globale per quanto riguarda i finanziamenti umanitari, con una quota del 35% nel 2025. La sola Commissione europea ha stanziato quasi 2 miliardi di euro per gli aiuti umanitari quest’anno.
Secondo quanto riporta Bruxelles, i bisogni umanitari hanno raggiunto livelli record, con circa 239 milioni di persone in tutto il mondo che necessitano di assistenza. Eppure, gli attuali finanziamenti umanitari globali possono aiutare meno della metà delle persone bisognose, lasciando milioni di persone senza un supporto salvavita.
Illustrando la comunicazione in conferenza stampa, al termine della riunione del Collegio dei commissari, la commissaria per l’Uguaglianza, la Preparazione e la gestione delle crisi, Hadja Lahbib, ha descritto la portata epocale della crisi in atto: se tutte le persone che oggi hanno bisogno di aiuto umanitario formassero un Paese, sarebbe “il quinto paese più grande al mondo”, pari alla somma dei cittadini di Germania, Francia, Italia e Belgio.












