BREDA DI PIAVE (TREVISO) - Finiranno a processo i due tifosi del Monselice che durante una partita di promozione avevano riempito di insulti razzisti il giovane guardalinee. Il pubblico ministero Benedetto Roberti ha citato in giudizio l'ottantenne P.C. e il 66enne D.M., con l'accusa di minacce gravi, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, con l'aggravante di averlo fatto durante una manifestazione sportiva.
I FATTI I fatti risalgono al 29 settembre dello scorso anno e sono accaduti durante la partita Monselice-Torre, valida per il campionato dilettanti promozione girone C. Nel secondo tempo molti tifosi della squadra di casa hanno iniziato a prendersela con il guardalinee, Francis Amon Kouasso, 31enne ivoriano residente in provincia di Treviso. Contro di lui e contro l'arbitro Luca Saverio Tomaselli sono volate offese, ingiurie e minacce, sfociate poi nel razzismo.Oltre al classico «ne....di m....», l'ottantenne di Monselice avrebbe proseguito dicendo: «Dovevi morire, bisogna fare pulizia etnica e coparvi tutti in mare, delinquenti scappati dall'Africa. Una volta li ammazzavano e ora li accogliamo». Poi sarebbe passato alle minacce: «Vi ammazzo tutti e se ti becco fuori ti sparo. La tua razza deve morire». A lui si sarebbe poi unito anche il secondo, un 66enne originario di Ferrara ma residente a Noventa Padovana, aggiungendo: «Stupido ne...». IL DASPO Pochi giorni dopo era arrivato un daspo di 5 anni firmato dal questore di Padova Marco Odorisio e la denuncia per discriminazione razziale insieme alla querela del guardalinee.Il pm Roberti ha citato gli imputati per l'udienza di comparizione predibattimentale il prossimo 26 maggio alle 11 davanti alla giudice Vittoria Giorgi.I due sono stati quindi riconosciuti (per ora) responsabili dei gravi episodi di settembre a Monselice, che portarono anche alla sospensione della partita. Le offese erano continuate anche dopo il termine della partita, mentre il malcapitato Kouassi si allontanava dagli spogliatoi per raggiungere la propria auto. Le testimonianze e i video acquisiti dagli agenti, insieme alla querela presentata dal guardalinee e a quello che c'era scritto sul referto arbitrale, hanno permesso di identificare i due responsabili. Entrambi erano già noti alle forze dell'ordine per precedenti atti di intemperanza in ambito sportivo, corredati da comportamenti violenti e discriminatori. La società Nuovo Monselice Calcio aveva immediatamente condannato l'accaduto. Ora toccherà alla giustizia.






