In Italia la percentuale di persone a rischio di povertà è più alta di quella della media europea. E non di un semplice zero virgola. Da noi la percentuale è a quota 18,6% contro il 16,3% della media Ue. A segnalarlo è l’Eurostat, che nell’ultimo report dedicato a tale questione segnala che a livello europeo c’è stato un aumento dello 0,1 (un ulteriore aumento a 16,4% dovrebbe essere registrato per il 2026 secondo le prime stime) e che nel 2024 le persone a rischio povertà erano complessivamente 72,4 milioni.

Ma il dato che ci riguarda più da vicino è ovviamente quello italiano, e le statistiche dell’Ue sul reddito e sulle condizioni di vita del 2025, basate sui dati relativi al reddito dell’anno precedente, non sono buone. L’Italia è infatti oltre la media comunitaria col suo 18,6%, e non c’è molto da consolarsi se c’è anche qualcuno che sta peggio di noi superando addirittura il 20%, come la Lituania (22,6%), la Lettonia (22%) e la Bulgaria (21,2%).

«L’Italia è tra le peggiori in Europa rispetto al rischio povertà - afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori - Secondo i dati Eurostat ora pubblicati, il 18,6% della popolazione italiana è a rischio povertà. Un dato che colloca l’Italia all’ottavo posto tra i 27 paesi monitorati, e al 6 ° posto in quanto a percentuale. Meglio di noi i principali Paesi europei, dalla Francia (16,3%) alla Germania (16,1%), fino al Portogallo (15,4%), tutti sotto la media Ue del 16,3%».