Gli ecosistemi costieri dell’Alto Adriatico sono sempre più vulnerabili di fronte ai cambiamenti climatici, e la Laguna di Marano e Grado si trova in prima linea in questa emergenza. Nel corso del workshop dedicato al progetto europeo “CRADLES – Creare aree resilienti per sviluppare cicli biologici e servizi ecosistemici”, svoltosi alla Pescheria Vecchia di Marano Lagunare, sono emersi i preoccupanti risultati di uno studio scientifico incentrato sulla perdita di biodiversità.

Le analisi geomorfologiche, sedimentologiche, i monitoraggi idrometrici e i dati ornitologici presentati da Saverio Fracaros e Stefano Sponza dell’Università di Trieste hanno dimostrato come le acque alte e gli eventi meteorologici intensi stiano accelerando l’erosione e la sommersione delle barene naturali.

Questo fenomeno riduce progressivamente le superfici emerse necessarie alla nidificazione dell’avifauna acquatica tutelata dalla rete Natura 2000, esponendo i nidi al rischio costante di allagamento durante le maree eccezionali o le forti ondate di maltempo.

Il ruolo delle valli da pesca e la collaborazione con il territorio

In uno scenario di crescente criticità, la ricerca evidenzia come le valli da pesca e i dossi artificiali stiano assumendo un ruolo sempre più centrale nel garantire aree idonee alla riproduzione dell’avifauna. Questa funzione, però, è possibile solo a condizione che gli ambienti vengano mantenuti in modo costante attraverso una gestione mirata dei livelli idrici e dei sedimenti, legata alle normali attività svolte sul territorio.