“E’ davvero importante poterne parlare. Il cancro è dovunque”. Re Carlo III, due anni fa, ha stravolto le regole del protocollo reale dichiarando apertamente di essersi sottoposto ad un intervento di adeguamento della prostata, ingrossata aggiungendo che, in quella circostanza, ha scoperto di essere malato di cancro. Era il 2024 ed il mondo restava senza parole mentre una vera e propria valanga di contatti portavano alle stelle i click sui siti della sanità britannica, con i sudditi alla disperata ricerca di informazioni per capire di cosa si trattasse e se magari poteva capitare anche a loro. L’obiettivo di un sovrano disposto a rendere pubblico il suo stato di salute era stato raggiunto, il paese era stato sollecitato a fare prevenzione e prendersi cura di sé.

Oggi, la malattia non è ancora scomparsa ma convive con un uomo di 77 anni condannato ad un regno fatto di cure e determinazione a non cedere al cancro finché gli sarà possibile. Ogni volta che torna su questo argomento lo fa con la consapevolezza di chi accetta di condividere il suo stato per generare empatia e tenere alta l’allerta di chi sottovaluta l’importanza della diagnosi preventiva. Così, martedì, durante una visita a sorpresa presso l’ospedale di York, a nord est dell’Inghilterra, il re ha incontrato lo staff ed i pazienti che stanno dando vita ad un nuovo centro finanziato dai fondi raccolti dalla organizzazione benefica Macmillan alla quale lui è molto vicino.