Ha perfettamente ragione il presidente della Confindustria nel proporre un taglio delle cosiddette spese fiscali. Ovvero detrazioni o deduzioni che nel 2024 sono ammontate a 108 miliardi per 575 voci (erano di più ma sono state contabilmente raggruppate). Basterebbe, come dice Emanuele Orsini, una sforbiciata di 20 miliardi per consentire investimenti in scuola, sanità e ricerca.

Da anni, nel nostro piccolissimo, insistiamo nell’invocare una pulizia straordinaria al cosiddetto «armadio delle mance». Meglio chiamarlo così. Dà più l’idea perché spesso si tratta solo di trattamenti di favore nei confronti di categorie, anche piccolissime, di contribuenti o presunti tali. Inoltre, alcune detrazioni o deduzioni hanno un carattere del tutto regressivo. Che cosa vuol dire? Che aiutano anche chi non ne ha bisogno.

Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) il 26 per cento delle detrazioni va al 10 per cento dei contribuenti più ricchi. E solo il 15 per cento è destinato al 50 per cento dei contribuenti meno abbienti. Una beffa. Sarebbe interessante però che si cominciasse a fare l’elenco delle spese fiscali inutili, anche magari da parte della stessa Confindustria su misure di cui beneficiano i suoi aderenti. In campagna elettorale ogni partito promette il taglio poi una volta al governo il compito è più arduo. Anche perché un riordino equivale inevitabilmente per i soggetti coinvolti, giusto o sbagliato che sia, a un aumento di tasse. Qualche esempio: se si dovesse intervenire su palestre e piscine ci sarebbe la polemica di un governo che non incoraggia la forma fisica dei cittadini; per i veterinari insorgerebbero i possessori di animali; togliere la detrazione sulle spese funebri farebbe gridare alla tassa sul morto e via di seguito. L’attuale esecutivo ha avuto comunque il merito di aver messo almeno dei limiti di reddito che hanno sfoltito la platea dei beneficiari. Ma non basta. Ci vuole un po’ più di coraggio. Bene la proposta Orsini, ma da quale spesa fiscale e da quale categoria cominciamo?APPROFONDISCI CON IL PODCAST