Questa mattina all'alba, agenti dell'Unità Centrale Operativa (Uco) della Guardia Civil si sono presentati nella sede federale del Partito Socialista spagnolo, in calle Ferraz a Madrid. L'operazione riguarda un requerimiento – una richiesta formale di documenti – nell'ambito del "caso Leire", l'inchiesta istruita dal giudice dell'Audiencia Nacional Santiago Pedraz. In parallelo, agenti dell'Uco si sono recati anche presso un domicilio madrileno dell'ex vicepresidente della Junta de Andalucía Gaspar Zarrías. Pedro Sánchez era a Roma per un'udienza con papa Leone XIV.Quello che è successo stamattina è un requerimiento: la Guardia Civil si presenta con un mandato del giudice e chiede al partito di consegnare documenti. Il Psoe tecnicamente può collaborare e i documenti vengono acquisiti senza forzare nulla. Non si tratta insomma di una vera perquisizione (che in Spagna si chiama entrada y registro), con gli agenti che cercano autonomamente, aprono archivi, sequestrano materiale senza aspettare che qualcuno lo consegni. Per capire l'operazione di oggi bisogna partire dal principio, che è il "caso Koldo". Quando il caso esplose con l'arresto di Koldo García nel febbraio 2024, la causa riguardava le assegnazioni di contratti per mascherine durante la pandemia dal ministero dei Trasporti, guidato all'epoca da José Luis Ábalos. Secondo l'accusa, Ábalos, il suo consulente personale Koldo García e l'imprenditore Víctor de Aldama gestivano un sistema di tangenti. Le aziende legate ad Aldama avrebbero ottenuto contratti pubblici, e in cambio pagavano commissioni. Nel maggio 2026, Ábalos, García e Aldama si sono seduti sul banco degli imputati al Tribunal Supremo. Ma l'inchiesta non si è fermata lì. La causa è rimasta aperta all'Audiencia Nacional per presunte irregolarità sulle opere pubbliche e, soprattutto, per l'ipotesi di un finanziamento illecito al Psoe, il partito socialista spagnolo.Un rapporto dell'Uco di 490 pagine, consegnato al Tribunal Supremo nel giugno 2025, ha indicato Santos Cerdán – allora segretario all'organizzazione del Psoe, il numero tre del partito – come figura centrale nella gestione dei pagamenti illeciti, insieme a Ábalos e García. Secondo l'Uco, Ábalos e García generavano debiti con le imprese edili attraverso assegnazioni fraudolente, e Cerdán gestiva importi e pagamenti: una struttura che gli inquirenti descrivono come un'organizzazione criminale nella dirigenza del partito socialista spagnolo. Il 12 giugno 2025, dopo la pubblicazione del rapporto, Cerdán si è dimesso da tutti i suoi incarichi nel partito e ha lasciato il seggio in parlamento. È qui che entra in scena la "fontanera" – l'idraulica, nel gergo politico spagnolo è chi tappa le perdite prima che diventino alluvioni. Leire Díez Castro, ex affiliata socialista, è balzata alle cronache quando sono stati diffusi degli audio in cui offriva un trattamento di favore con la Procura a un imprenditore imputato per frode nel commercio di idrocarburi, in cambio di informazioni compromettenti contro il tenente colonnello Antonio Balas, responsabile dell'indagine sul "caso Koldo" e di altri procedimenti sensibili per il governo, tra cui quelli che coinvolgono la moglie di Sánchez, Begoña Gómez, e il fratello David.Díez si presentava come emissaria dei socialisti e del governo: "Sono la persona che il Psoe ha messo per sapere cosa c'è dietro a tutto questo", si sente nella registrazione. È stata arrestata a dicembre 2025 per il presunto incasso di commissioni illegali in cinque operazioni, insieme a Vicente Fernández, l'ex presidente della Sepi, la Società Statale di Partecipazioni Industriali – holding pubblica che controlla aziende come Indra, Correos, la ex Iberia – e all'imprenditore Antxon Alonso, considerato socio di Cerdán nell'azienda Servinabar, che secondo gli inquirenti fungeva da schermo per ricevere tangenti sulle assegnazioni di opere pubbliche. Dopo aver deposto davanti al giudice, i tre sono stati rilasciati con misure cautelari senza ingresso in carcere. L'operazione di oggi si inserisce in una sezione riservata e separata della causa, condotta dal giudice Pedraz, che indaga i legami tra questa rete e i meccanismi interni di finanziamento del partito. Secondo fonti vicine all'inchiesta citate dall'agenzia Efe, gli agenti cercano documenti, file e materiale relativo a pagamenti in contanti avvenuti nel Psoe tra il 2017 e il 2024 per la liquidazione di spese di dirigenti e dipendenti. Il giudice Pedraz ha prorogato lo scorso 8 maggio di un mese il segreto istruttorio sulla causa. Non si esclude che, qualora i documenti non venissero consegnati volontariamente, il giudice Pedraz potrebbe autorizzare il passo successivo, che è la perquisizione forzata della sede del partito di governo. Una cosa che non ha precedenti nella democrazia spagnola post-franchista.Il leader del Partido Popular, Alberto Núñez Feijóo, ha dichiarato che "non rimane altra scelta che restituire la parola agli spagnoli in modo immediato". Più cauto Gabriel Rufián di Erc, che ha definito "una terribile anomalia" la perquisizione della sede di un partito politico, aggiungendo però: "Siamo in un momento in cui non sappiamo cosa sia vero e cosa sia campagna". Il Psoe presenta l'intera sequenza giudiziaria come un'offensiva orchestrata dalle destre. L'opposizione replica che la mappa delle inchieste — "caso Koldo", "caso Leire", trama Sepi, "caso Plus Ultra", i procedimenti su Begoña Gómez e David Sánchez — ha dimensioni che non si spiegano con la persecuzione politica. Per adesso, il segreto istruttorio tiene. E Ferraz — il nome della via diventato sinonimo della direzione socialista — ha aperto le porte alla Guardia Civil.