Sei fiale di anestetico somministrate a una ragazza di 45 chili, il mancato utilizzo del defibrillatore durante l’arresto cardiaco, l’assenza di una cartella clinica e di una radiografia preliminare. È su questa catena di ipotizzate negligenze che la Procura di Perugia ha costruito l’accusa nei confronti di tre odontoiatri, padre e due figlie, rinviati a giudizio per la morte di Gaia Pagliuca, la 23enne deceduta il 29 settembre 2024 dopo un intervento dentistico in uno studio di Petrignano d’Assisi. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il processo per concorso in omicidio colposo. La prima udienza è fissata per il 20 gennaio 2027 come riporta PerugiaToday.

Gaia si era presentata nello studio il 26 settembre per curare una carie. Una volta seduta sulla poltrona, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si sarebbe deciso di procedere anche all’estrazione di un dente del giudizio in posizione complicata. Durante l’intervento la giovane avrebbe continuato a lamentare dolore e per questo le sarebbero state somministrate complessivamente sei dosi di anestetico locale. Poco dopo l’ultima iniezione la ragazza ha perso conoscenza, iniziando ad avere convulsioni e vomito. I dentisti avrebbero tentato di rianimarla con massaggio cardiaco e insufflazioni, ma senza adagiarla su un piano rigido e soprattutto senza utilizzare il defibrillatore presente nello studio, passaggio ritenuto fondamentale nei protocolli di emergenza.