L'Antitrust ha aperto un'istruttoria nei confronti di Biogen perché, stando a una segnalazione da parte di Sandoz, potrebbe aver ostacolato l'ingresso nel mercato di un farmaco più economico contro la sclerosi multipla, danneggiando così anche i risparmi della sanità pubblica. Tutti i dettagli

Biogen è finita sotto la lente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), accusata, in seguito a una segnalazione di Sandoz, di aver abusato della propria posizione dominante nel mercato dei farmaci per la sclerosi multipla attraverso il controllo di un test diagnostico fondamentale. L’istruttoria, avviata nei confronti di Biogen Italia S.r.l. e della controllante statunitense Biogen Inc., punta a chiarire se il gruppo abbia deliberatamente ostacolato l’ingresso del farmaco biosimilare Tyruko per proteggere il monopolio del proprio Tysabri.

L’AVVIO DELL’ISTRUTTORIA E LE PARTI COINVOLTE

L’Antitrust ha deliberato l’apertura di un procedimento per accertare la violazione dell’articolo 102 del TFUE, ipotizzando una strategia escludente attuata da Biogen a partire dal 2019.

Biogen Italia S.r.l. ha registrato nel 2024 un fatturato di 306,16 milioni di euro, mentre a livello globale il fatturato consolidato del gruppo nel 2025 è stato di 9,157 miliardi di dollari, con 1,665 miliardi derivanti dalle sole vendite di Tysabri. La segnalante, Sandoz S.p.A., commercializza dal 2024 il biosimilare Tyruko, basato sul medesimo principio attivo natalizumab, ma proposto a un prezzo di cessione inferiore del 20% rispetto al farmaco di Biogen.