La sicurezza stradale non è soltanto una questione di norme, multe o controlli, è prima di tutto un tema di comportamento, di abitudini quotidiane, di scelte fatte spesso in pochi secondi. A Milano, nella sede di Palazzo Castiglioni, Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, ConfMobilità Assomobilità e Autobynet hanno riunito istituzioni, imprese, Polizia Stradale, ACI Milano, Università Cattolica, ETSC e operatori della mobilità per discutere di responsabilità alla guida.
Il punto di partenza è chiaro; nel 2024, secondo i dati ACI-Istat richiamati durante l’incontro, in Italia si sono registrati 173.364 incidenti con lesioni a persone, 3.030 morti e 233.853 feriti. Numeri che raccontano una realtà ancora pesante, nonostante auto più sicure, sistemi di assistenza alla guida più evoluti e una sensibilità cresciuta negli ultimi anni.
Uno dei temi più discussi è stato l’alcolock, dispositivo collegato all’avviamento del veicolo, il cui funzionamento è semplice: prima di partire bisogna soffiare nel sistema e se il tasso alcolemico non è pari a zero, il motore non si accende. Non c’è spazio per interpretazioni, sensazioni personali o frasi del tipo “sto bene, posso guidare”. Se il valore non è zero, non si parte. Il nuovo Codice della Strada ne prevede l’utilizzo nei casi stabiliti dalla normativa. In particolare per chi è stato condannato per guida in stato di ebbrezza il dispositivo deve restare installato per almeno due anni e registra eventuali tentativi di manomissione.









