Attestavano prestazioni in date false, per fare quadra i numeri e non superare la soglia per il rimborso.
Per questo la Guardia di Finanza del comando provinciale di Messina, su delega della Procura della Repubblica, ha eseguito una misura cautelare reale disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale peloritano: sequestrati in via preventiva oltre 20.000 euro a carico di due persone fisiche e dell’associazione da loro amministrata, indiziate del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Il provvedimento scaturisce da un’indagine articolata, coordinata dalla Procura di Messina e condotta dai finanzieri del Gruppo di Messina, che ha riguardato un’associazione attiva nella tutela delle persone con disabilità.
Dagli accertamenti sarebbe emerso che la rendicontazione delle prestazioni riabilitative veniva artificiosamente predisposta per non oltrepassare il tetto massimo di trattamenti sanitari erogabili in convenzione: superata tale soglia, il Centro non avrebbe più potuto ottenere i contributi dell’Asp.
Secondo la ricostruzione investigativa, la convenzione con l’Asp prevede fino a 73 prestazioni ambulatoriali rimborsabili al giorno.







