Stefano MencheriniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 27 maggio 2026 – Un piccolo ma significativo successo la prima uscita pubblica del Corsaro dalla Valtiberina, periodico mensile dell’omonima associazione, ente del Terzo settore, fondata a Pieve Santo Stefano da Stefano Mencherini che ne è anche direttore responsabile. In controtendenza con la crisi dell’editoria e la conseguente scomparsa di decine di edicole, circa una copia al giorno è stata venduta nella Valle del Tevere con picchi nelle edicole di Città di Castello e Sansepolcro e alcune decine di abbonamenti che segnano il gradimento di una pubblicazione unica in Toscana, oltre allo storico Vernacoliere, che fa della satira pungente e dell’inchiesta sociale i suoi punti i forza.
In uscita ora il secondo numero che sarà presentato alla libreria Feltrinelli di Arezzo domenica prossima alle ore 17.00. Senza pubblicità e stampato su carta riciclata il mensile del Corsaro lancia numerosi argomenti sul tappeto. Il primo riguarda l’amianto che anche nelle partecipate dello Stato miete vittime e ci fa salire al primo posto in Europa, a causa delle mancate bonifiche, nella classifica nera delle morti stimate in 7 mila ogni anno. L’affondo in questo caso è sulla televisione di Stato, la Rai, tragico esempio denunciato per la prima volta nel libro di Mencherini “Casamatta, vizi e misfatti nella tivù di Stato”, dove “ da decenni ed ancora oggi si nascondono gli effetti nefasti della copiosa presenza di amianto in alcuni stabili della Rai da parte delle dirigenze che si sono alternate per circa trent’anni al timone dell’azienda pubblica” -denuncia Mencherini- che hanno portato alcuni mesi fa alla chiusura della sede storica dell’azienda in viale Mazzini 14 a Roma.









