L'uranio arricchito, che Donald Trump definisce “polvere nucleare”, sarà consegnato "immediatamente" dall'Iran agli Stati Uniti "per essere riportato in patria e distrutto". Lo ha assicurato il Presidente Usa in un post su Truth in cui lascia spazio a una soluzione alternativa "preferibile, in collaborazione e coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran": distruggerlo in loco "o in un altro luogo accettabile, con la Commissione per l'Energia Atomica, o suo equivalente, presente come testimone di questo processo e di questo evento". Il riferimento di Trump non è né all'Aiea, l'agenzia Onu per l'Energia atomica, né all'Agenzia internazionale per l'energia, ma alla Commissione per l'energia atomica degli Stati Uniti, un'agenzia governativa fondata per sostenere e controllare lo sviluppo della tecnologia atomica in tempo di pace.
Stati Uniti colpiscono siti iraniani
Intanto, gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver lanciato nuovi attacchi contro l'Iran meridionale, prendendo di mira siti missilistici iraniani e imbarcazioni che tentavano di posizionare mine. Gli attacchi sono stati effettuati per "autodifesa" e sono stati concepiti "per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane", ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti in un comunicato. Il portavoce del Comando Centrale, il capitano Tim Hawkins, ha dichiarato che le forze armate statunitensi "continuano a difendere le proprie truppe, pur mantenendo la moderazione durante il cessate il fuoco in corso" tra i due Paesi. L'Iran non ha ancora risposto all'attacco statunitense. Tuttavia, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqai, aveva precedentemente affermato che, sebbene fossero stati compiuti alcuni progressi nei colloqui per porre fine alla guerra, un accordo "non è imminente". Non è chiaro quale impatto gli attacchi avranno su un eventuale accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. In seguito ai raid, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che un accordo è ancora possibile e ha fatto riferimento ai colloqui di oggi tra il principale negoziatore e ministro degli Esteri iraniano e il primo ministro del Qatar. "Vedremo se riusciremo a fare progressi. Credo che in atto un ampio scambio di opinioni su alcuni punti specifici del documento iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni", ha detto Rubio ai giornalisti durante una visita ufficiale in India, aggiungendo che il presidente Donald Trump ha "espresso il desiderio di realizzarlo".










